17° MEGAVALANCHE di SAINT-PAUL
di Francesca Lorusso
I migliori riders si sono dati appuntamento nel cuore dell’Oceano indiano per una nuova edizione – la 17°- della celebre Megavalanche.
Malgrado le avverse condizioni atmosferiche dovute ad alcuni incendi che hanno distrutto vaste aree del percorso e intense piogge che hanno ostacolato la training session, tutti i partecipanti si sono trovati d’accordo nel condividere un bilancio ancora una volta positivo per questo gran classico de La Réunion.
La classica è stata la Megavalanche pur innovata nella sua gara di qualifica, e la novità è stata la formula Enduro, che è servita per definire le posizioni sulla linea di partenza e per livellare i gruppi.
L’Enduro, che si isprira al « rally» e all’«Enduro motociclistico», ha visto circa 400 riders, su un percorso che collega la foresta di Tamarin, situata proprio sotto Maïdo, allo splendido golfo di Bassin Bleu, che domina la famosa laguna di St. Gilles.
Le qualifiche di gara permettono di stabilire una classifica in base alla somma del tempo acquisito sul calendario speciale 3. Come una Downhill Marathon, la versatilità dei partecipanti è la principale qualità richiesta dalla competizione.
La classifica generale di questo primo Megavalanche Enduro è stata molto rappresentativa dell'eclettismo da applicare a questo tipo di gara: Julien Absalon (Orbea), medaglia d'oro di Olympic Cross-country conquistata a spese di François Bailly-Maître (SCOTT LES SAISIES), anche lui in evoluzione in questa disciplina sul format Maratona.
E poi il doppio vincitore della temuta Transvésubienne Absalon Remy (Commencal), considerato il miglior specialista in tutto il mondo di Enduro, che ha ottenuto il 3 ° posto, seguito dal talentuoso downhill racer e campione di Francia, Aurélien Giordanengo (MONDRAKER FACTORY TEAM), appena davanti al neo-animatore della Coppa del mondo, Karim Amour (KONA).
Lo scambio delle posizioni detenute da questi atleti internazionali, il loro esprimersi per ciascuno in una specialità diversa, ha dimostrato (come se fosse necessario..) che l’Enduro è davvero la più completa modalità di espressione per disciplina MTB VTT.
Dietro questi 5 fuoriclasse, circa 400 altri riders hanno trovato il proprio posto, apprezzando intensamente gli splendidi paesaggi e soprattutto la modalità di esecuzione, con professionisti e dilettanti mixati in un atmosfera di grande amicizia.
La prima giornata si è conclusa nella bellezza di un tramonto che solo l’emisfero Sud può regalare, nella splendida cornice di un ambiente piuttosto fresco e confortevole, tra la piscina e i prati della Club House del Bassin Bleu.
I primi 100 deputati a incontrarsi, domenica mattina, sulla linea di partenza della Megavalanche International, hanno preceduto i 250 del Mega Challenger, e poi quelli del Mega Amateur.
A causa dei furiosi incendi che avevano condizionato queste ultime settimane, la famosa partenza ai margini del Remparts del circo di Mafate è stata inaccessibile per un evento della grandezza del Megavalanche.
Così, il Comitato Organizzatore, in accordo con le autorità locali, gli amministratori forestali e la sicurezza antincendio, hastabilito la linea di partenza sulla pista Omega, privando i partecipanti in questa XVII° edizione della fantastica "Remparts du Maido» cui configurazione è calibrata soprattutto per la MTB.
Accorciata di circa 300 m verticali, questa parte tecnica, al di là il piacere sul piano sportivo, permette un notevole allungamento prima dell'ingresso fatidico sul binario unico nell'area Jungle.
Le previsioni sono sempre rischiose se si cerca di indovinare chi tra le varie tipologie di rider potesse essere a capo di questo track Omega, privo di passaggi tecnici. Sono tuttavia i fratelli Absalon con François Bailly-Maître, che stava per perdere il podio a causa della rottura della sua catena ai due terzi della gara dopo un chilometro di sprint in 7 o 10, su una traccia di ghiaia che mette in serie grandi curve e un piccolo scoop di accelerazione.
L'ingresso in pista di Louis Emile è stato un grande istante della battaglia finale. Karim Amour, René Wildhaber (TREK RED BULL), Franck Paolin (GIANT - VERTICAL BIKE)) e Gustav Wildhaber (ZABOO / PROTEAM RAIFFEISEN) hanno dimostrato di saper saltare fuori da ostacoli di ogni sorta in questa zona particolarmente umida, affrontando le svariate difficoltà che si sono presentate sotto le loro ruote.
Nei primi 15 minuti si è imposta la tensione di far fronte agli attentati degli inseguitori. Mentre i leader della corsa emergevano nel settore enchain - una breve prateria piena di cryptomeria, albero tipico di questa latitudine - la differenza si è poi mostrata sul terribile sentiero di rocce, un vero e proprio caos di pietra lavica, che ha messo a dura prova mezzi e fisico dei riders.
Lo Svizzero René Wildhaber, sette volte vincitore della Megavalanche dell'Alpe d'Huez, riesce a superare Karim Amour questa volta, e Franck Parolin si deve inchinare a Gustav Wildhaber.
Ottima prestazione del nativo di Reunion, Alexandre Sicard (TEAM JULBO SPECIALIZED), che chiude al settimo posto, davanti a grandi nomi come Jordan Regnier (CANNONDALE / AMSL FREJUS) ottavo, e Olivier Giordanengo (tribù SPORT GROUP YETI) nono.
All'arrivo dello storico Haut Moulin, la culla dell'isola di Reunion, i due fratelli Absalon scelgono di attraversare la linea insieme, avendo condotto la gara grazie alla loro straordinaria capacità fisica e tecnica.
Per il gruppo delle donne, era prevista, Anne-Caroline Chausson(IBIS), medaglia d'oro delle Olimpiadi di Pechino, che ha vinto davanti alla svizzera Karina Cappellari e alla ragazza francese, che ha vinto la Maxiavalanche Europ Cup, Morgane Such (TEAM MASSILIA BIKE SYSTEM).
Per informazioni, risultati completi e calendario delle gare in programma per il 2012:
http://www.megavalanche.com/
Photo credits by UCC/Cyril CHARPIN