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Mystic Free Ride
 
Come in un parco giochi..
di Francesca Lorusso
Sono passati quindici giorni e le ciocche sulle mani sono finalmente guarite, il torcicollo sta passando, le crosticine sui polpacci mi hanno abbandonato.
Ma perché questa strana febbre che il termometro a mercurio non legge è ancora così alta?
Sì dai, avete perfettamente capito di cosa sto parlando… non fate gli gnorri!
E’ perché è la prima volta vero dai ditemi che poi passa!…insomma è come mi si fosse messo in moto un pendolo che ancora si muove.


Vediamo se rendo meglio l’idea:la forza di gravità è il magnete, la biga ammortizzata un bellissimo gioco per sfruttare questa forza, e Les Gets il parco giochi dove tutti i bimbi vorrebbero giocare!!  
Il Disney World tanto agognato che mai ti aspetteresti. UH che fatica raggiungerlo è un po’ lontano, sì ma il gioco val più che la candela. Così dopo un cheese-burger con vista sul Bianco tinteggiato di rosa in rue des Moulins a Chamonix alle 20.00 di venerdì ci rimettiamo alla guida verso la meta e in un oretta circa l’A-Team parcheggia finalmente allo chalet.
Ci accolgono facce provate che però non riescono a trattenere tutto l’entusiasmo della giornata già passata mostrandomi video girati poche ore prima con helmet-cam a velocità folli!
Mi dico nella mia testa “ sì dai, saranno accelerati non è possibile!”. Scendo di casa fra i primi la mattina la rugiada estiva di montagna è sempre un bello spettacolo.



E poi, diciamocela tutta, ero più che curioso di ciò che sarebbe accaduto da lì a poco! Definitely more than expectations…soprattutto quando ho cercato di doppiare un salto alla prima discesa.. ahahahahah!! (inutile spiegarvi che sono finito a testa in giù come il Coyote Willy che si pianta in mezzo al canyon vero?!).
Poi la confidenza aumenta, ti si scaldano i muscoli e l’adrenalina comincia a scorrere! E si aprono le danze fra boschi, rocce, terra, prati, salti, appoggi, north shore, chiocciole, canyon e chi più ne ha più ne metta!
E la febbre non scende, no…perché la sensazione di quella sospensione in aria, di quell’aggressione bonaria a madre terra, il cuore che pompa sangue nelle vene e il tuo cervello che se la gode a ordinargli di aumentare il flusso, non ti lascia.
E poi c’è sempre Lei come coreografia a questo concerto di emozioni latenti: Madre Natura con tutto il suo fascino e il suo diurno mutamento eterno.
E’ già domenica ed è ora di tornare ma nonostante le sette ore di viaggio, le otto ore quasi ininterrotte di UP and DOWN (hill), il lunedì mi alzo fresco e contento con quella dolce mestizia accompagnata da un sorriso ammiccante come dire guarda che al parco giochi ci tornerai presto…
Mi hanno consigliato di lavare la bici per salvaguardarla a lungo ma io il fango di Les Gets glielo tengo ancora addosso, così che il ricordo è ancora vivo ogni volta che apro il garage.   

 



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