MEGAVALANCHE REUNION 2009…DAY BY DAY di Francesca Lorusso
Siamo arrivati sull'isola della Reunion (Oceano Indiano) pochi giorni prima della 15ma edizione della Megavalanche st Paul della Reunion. Atterrati all'alba, nonostante il jet leg e una notte arrotolati sulla poltrona dell'aereo, ci siamo subito fatti portare in vetta al picco del Maido per le prove ufficiali.
Quasi 400 partenti, di cui 190 dal Vecchi Continente stavano già prendendo le misure sul nuovo percorso disegnato da George Edwards tra i canneti ed i banani dell'isola.
Le precedenti giornate di pioggia avevano già mietuto qualche vittima tra le radici ed i sassi del fitto bosco. Tra di loro anche nomi illustri, primo fra tutti Anne Caroline Chasson che si è rotta un polso durante il riscaldamento. Sabato si sono svolte le qualifiche.
Qualche nuvola rendeva un po' meno critico affrontare "il sentiero delle rocce" sotto il sole del primo pomeriggio.
Subito i favoriti si sono conquistati il posto in prima fila, Parolin, Wildhaber, Absalon, oltre agli agguerriti locali.
Migliore italiano è Andrea Leo, che con un grande ottavo posto conquista una posizione importate in Linea B.
La sveglia è all'alba per la finale di domenica. Partiamo alle 6 ed in due ore arriviamo in vetta la Maido, oltre 2300 m. La partenza della Mega è puntuale. I primi dieci favoriti partono come missili e lasciano come pietrificati i rider in seconda fila. Absalon prende la testa, seguito da Renè e poi tutti gli altri. Bastano pochi metri e Absalon rompe la bicicletta in modo irreparabile ed è costretto a fermarsi lasciando Renè in testa. Posizione che mantiene per tutta la gara, chiusa in poco piú di 47 minuti, fino al traguardo vicino al vecchio mulino di St Paul.
Per Mystic la Mega è solo la prima di una serie di avventure. Al contrario di due anni fa, il nostro progetto è andare oltre la gara, ma esplorare l'isola senza sosta.
Il cuore dell'isola è infatti composto da tra enormi valli, una delle quali, il MAFATE, è raggiungibile esclusivamente percorrendo un ripido sentiero pedonale. La comunità che abita questa valle è autosufficiente e i servizi arrivano dall'esterno esclusivamente in elicottero o con portatori.
Abbiamo percorso il sentiero in bicicletta con non poche difficoltà ma con panorami spettacolari e passaggi esposti. Umberto, che ci segue per immortalare i momenti migliori di questo viaggio, coglie scorci fantastici. Dopo il Mafate è stata la volta del Vulcano, con la sua marziana "Plan des Sables".
Giorno dopo giorno continuiamo questa avventura, con un po' di relax sulle onde di St Gilles.
PHOTO CREDITS: Umberto Zappa
www.duzimage.com
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