Ride to Discover: Fassa Bike di Gianandrea Lecco
Un giornata di fine Luglio, stranamente senza nulla in programma, con la testa che sogna la fuga estiva ed il corpo ancora imprigionato tra lavoro ed impegni. Una chiamata inaspettata, una partenza decisa all’ultimo minuto fidandoci ciecamente di “Ninja”, per scorazzare tra le Dolomiti della Val di Fassa.
Guadaz non era propenso a percorrere ancora un venerdì di esodo estivo da bollino nero sulla Milano-Venezia per poi salire fino a Pozza di Fassa.
Come non dargli torto dopo che solo un paio di settimane prima, in occasione del Gravity Zone Demo Tour di Canazei, abbiamo speso quasi sette ore su quella strada infernale.
Ma non c’è stato tempo di discutere.
Un paio di scambi di sms nel tardo pomeriggio, un orario indicativo di partenza ed ecco il Mysticwagon nuovamente con il muso diretto verso est. Il viaggio procede tranquillo, ad eccezione della guida di Guadaz che senza intoppi ci porta a destinazione in meno della metà del tempo del viaggio precedente.
Sono le 22.00 quando Mauro “Ninja”, manager del park di Pozza di Fassa, ci viene a prendere in albergo per portarci a Moena dove ancora si può mangiare una pizza confrontandoci su un paio di progetti invernali.
La scusa formale è infatti quella, anche se in realtà il feeling nato con Max l’anno scorso durante la realizzazione del servizio realizzato per Tutto Mtb, va oltre l’arido rapporto di lavoro.
Grazie a questo, e a qualche birra, si butta la palla lunga condividendo le reciproche esperienze di viaggio e scoprendo punti in comune per concretizzare qualcosa insieme.
Ma questa è un’altra storia…. che scoprirete il prossimo inverno.
La mattina successiva l’appuntamento è all’ora di apertura degli impianti.
Si vogliono sfruttare le prime ore del giorno prima che i sentieri vengano presi d’assalto dai turisti a piedi. In realtà, sia perché la giornata è velata sia perché ormai il turista medio va in montagna solo per la camminata sulla via pedonale in centro paese per un po’ di shopping, passano diverse ore prima di incrociare qualcosa di diverso da una marmotta.
Non avevamo la ben che minima idea di ciò che ci aspettava.
Aspettandoci piste da DH sui percorsi della Fassa Bike ci siamo muniti delle nostre Scott Gambler e Voltage.
In realtà l’idea del Ninja era di non risparmiare alcun jolly e di farci vivere una delle più intense giornate di Freeride degli ultimi anni.
Ha dato fondo a tutta la sua esperienza di guida e soprattutto di rider “local”, concatenando “loop” tra le piccole valli che sfociano sulla Val di Fassa e veloci discese sui percorsi del Fassa Bike. Salendo sulle dorsali la vista dei massicci Dolomitici lascia senza parole. Alcuni passaggi da “no fall zone” erano da affrontare con quel pizzico di incoscienza per non pensare a dove potresti finire se scivolasse una ruota sull’erba umida del mattino.
Salendo anche le marmotte ti salutavano attaccate in corda doppia tra una tana e l’altra, ma le discese valevano ogni singola goccia di sudore spesa per spingere la bici fino alla vetta. Giulio e Mauro sempre davanti interpretando il percorso in tutto il suo variare negli oltre 1000 m di dislivello a discesa. Max all’inseguimento ed io che chiudevo le fila per evitare pressione inutile nell’avere qualcuno dietro e godermi il flow tra boschi e prati, canyon di roccia e piste preparate. In tarda mattinata vediamo arrivare i primi biker. Con calma, senza fretta affittano una bici alla base della seggiovia e provano la loro prima esperienza di downhill. Ci rifocilliamo con un leggero pranzo in quota mentre il cielo sembra incupirsi ma è ancora indeciso sul da farsi. Continuiamo a macinare chilometri, senza mai percorrere la stessa discesa per due volte. Ninja ci accenna a qualche indicazione e riferimento, ma non voglio recepire l’informazione e lasciargli l’esclusiva di un “know-how” così “d’elite”. Mi sento un privilegiato, a scoprire il bello delle nostre Alpi in questo modo, nell’aver conosciuto persone che fanno di tutto per mostrarti la magnificenza dei luoghi dove sono nati e cresciuti, nel poterlo condividere con i propri amici. Dopo oltre sette ore passate in sella ed un’imprecisata migliaia di metri di dislivello nessuno di noi aveva più l’energia di proferire alcun commento. La stanchezza, schiacciata dall’euforia di ogni discesa, esplode alla vista del furgone parcheggiato pronto a riportarci a casa. I saluti si fanno soffusi, ovattati dalle endorfine, come fosse ormai una routine girare con Ninja in Val di Fassa e ci si rivedesse da lì a poche ore. In realtà non è così. Nessuno ad oggi sa quando squillerà nuovamente il telefono di Ninja, quando senza preavviso scatterà un rapido incrocio di sms e senza tempo di discutere, si partirà senza conoscere la meta. Proprio questo, forse, è ciò che rende tutto ancora più unico. Mysticfreeride ringrazia Ninja con tutto lo staff del Fassa Bike nonchè Stefano Davarda, suo Presidente, per aver permesso anche agli amanti del Gravity di poter godere delle stupende valli Dolomitiche grazie ai percorsi dedicati del Fassa Bike e all'utilizzo degli impianti del comprensorio.
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