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Super Enduro Pro: Finale Ligure 2009 di Gianandrea Lecco
Temperatura perfetta, sole limpido e luminoso, mare blu piatto come l’olio sono le prime cose che si notano scorrendo veloci l’autostrada verso Ventimiglia. Giunti sul lungo mare si trova anche la sorpresa di qualche estremo nostalgico della calda estate che prende il sole in costume, ma in realtà l’ultimo week end di Ottobre è tutto dedicato alla mountain bike. I colori della Super Enduro colorano il lungo mare, arricchito dai numerosi stand delle aziende partner. Il circuito nazionale ha toccato ben 11 resort in tutta Italia prima di sbarcare in Provincia di Savona, con 4 tappe PRO, di cui Finale Ligure ne fa parte, e 8 tappe SPRINT, con sviluppo chilometrico e dislivelli ridotti. Il format competitivo ha guadagnato consensi ed enorme successo negli ultimi anni grazie alla sua capacità di affiancare momenti di estrema competitività a momenti di aggregazione e di scoperta che tipicamente muovono gli amanti del Freeride. Grazie alla splendida morfologia delle Alpi Liguri, questo concetto ha trovato proprio a Finale una delle sue massime espressioni di successo.
Anticipato da un prologo notturno durante il sabato sera tra le vie del centro storico, la gara ha avuto inizio per i primi partecipanti alle 10.00 di domenica. Per tutti l’impegno di affrontare due anelli per un totale di circa 36 km e 1250 metri di dislivello composti da 4 prove speciali studiate tra i migliori sentieri che la zona potesse offrire. I primi trasferimenti si affrontano pieni di energia ed entusiasmo. Le salite sono subito impegnative, ma la compagnia distrae della fatica. Giungere in vetta rispettando la scaletta consegnataci dai giudici di gara nelle prime fasi di gara non è un problema. Le prove speciali sono molto eterogenee. ![]() Greg Herbold tra i partenti
Tratti rocciosi, sottobosco umido, lastre di roccia, fino ad un stretto slalom tra i muri dei borghi agricoli dell’entroterra, sono il terreno di gioco. Dopo le prime due splendide discese preparate per l’occasione da Riccardo Negri, una pausa tra il primo ed il secondo giro permette ai rider di rifocillarsi e recuperare un po’ di energie. Un arricchimento per il corpo ma anche per lo spirito: focaccia e gelato sulla panchina del lungo mare aspettando il proprio turno è un esempio di come si può vivere l’avventura di una SuperEnduro allontanando lo stress tipico di una gara. Complessivamente tutti erano concordi nel definirlo un percorso impegnativo, dove non solo le Prove Speciali, ma anche i lunghi e tecnici trasferimenti hanno fatto dura selezione e messo alla prova i partecipanti, soprattutto per rispettare i tempi obbligatori delle ultime fasi.
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Per maggiori informazioni: www.superenduromtb.com |
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