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Mystic Free Ride
 
SuperEnduro, Sprint 4 Cartosio (TO) 14 Giugno
di Gianandrea Lecco

Fonte: Comunicato Stampa

La Zona

trail_crew_1.jpg Il percorso di gara si snoda tra le colline a cavallo tra Appennino e Monferrato, lungo lo spartiacque che separa le valli Erro e Bormida, nel territorio dei comuni di Montechiaro, Spigno e Cartosio; il panorama è caratterizzato dalle grigie macchie dei calanchi, acuti solchi ed aeree creste creati dall'erosione, e dal verde dei boschi di roveri e castagni che regalano dei graditissimi tratti in ombra; il fondo è di tipo sedimentario, antiche sabbie compattate che offrono un grip spettacolare dopo le prime sensazioni di cedevolezza.

Le prove speciali sono ricavate in larga parte su singletracks creati appositamente e quindi ricchi di cambi di pendenza, curve, dossi.

 

Partenza e primo trasferimento

trasfer_1.jpg Dopo un breve tratto di "passerella" intorno al paese di Cartosio, si attacca la prima salita: dapprima asfaltata, poi su larga sterrata, ci fa rapidamente e ripidamente guadagnare quota, solo i più in forma riescono a salire in bici, a piedi si impiegano al massimo dieci minuti; raggiunta la sommità  il trasferimento prosegue lungo un bel singletrack in mezza costa, alcuni tratti scorrevoli nei pressi delle case Carozzi ed ancora un po' di divertente traccia fino al via della PS 1, in cima al cucuzzolo antistante le case Arbì.

 

PS 1 "Gli Arbi"

arb_torrione_2b.jpg Dalla cima del cucuzzolo ci si butta verso il fitto di un boschetto, la traccia è stretta e contorta, qualche contropendenza, una bella compressione: non si pedala un granchè ma si fanno cento curve, qui è molto importante avere ritmo ed agilità ; usciti dal bosco si percorre qualche metro di strada più larga per poi gettarsi nel pump track del "torrione" molte gobbe e vallette si alternano a tratti più rocciosi per il nostro divertimento totale; un tornante sottostante il torrione segna la fine di questo tratto e l'inizio della parte finale veloce pedalata, con alcuni guadi.

 

Secondo trasferimento

trasf.jpg Siamo ora nel rio "Cruera", conviene mettersi comodi e godersi l'ombra (se nel frattempo i boscaioli avranno risparmiato qualche albero), la risalita può richiede quasi mezz'ora; giunti all'asfalto mancano poche centinaia di metri alla fine della fatica.

 

 

 

 

 

PS 2 "Il Cane Morto"

canemorto_start_2.jpg E' il tratto di percorso più caratteristico, interamente su di una cresta di tufo, l'inizio è abbastanza veloce, larghi tornantini senza parapetto immettono su un primo tratto in leggera salita, se l'inerzia è sufficiente, non si deve pedalare per giungere ad un tratto in bosco un po' sconnesso, a seguire un tratto diritto da fare mollando il più possibile per cercare di arrivare in cima alla rampa successiva senza dover mettere il piede a terra; a questo punto siete su di una specie di terrazzino sospeso nel vuoto, il tracciato è quella sottile striscia che picchia verso il basso sulla sottile cresta, anche qui è meglio usare il freno con parsimonia ed aspettarsi un bel fondo corsa nella compressione.

 

A questo punto il sentiero diventa un po' più rilassante, ma molto veloce: un tratto quasi dritto lancia verso il muro finale, una specie di labirinto tracciato su una cresta molto ripida con tantissime curve e non troppa tenuta.

 

Terzo trasferimento

pguado.jpgSegue il letto del Rio Torbo, in caso di piogge offre una ventina di guadi, la strada è larga e sale leggermente, segue un tratto più ripido ma abbastanza pedalabile, un po' di asfalto verso il paese dei Turpino e finalmente si arriva da "Pistone" per un meritato, fresco punto di ristoro.

 

 

 

PS 3 "La Panoramica"

strart_ps_3_e4.jpg Pur mantenendo la sua caratteristica di dislivello negativo, la 3ª PS è quella che piace di più ai pedalatori: sempre su cresta, presenta diversi tratti pianeggianti o in leggera salita, da non prendere "a fuoco" per non piantarsi; il finale è ambientato in una specie di savana dalla bassa vegetazione senza troppi patemi.

 

 

 

 

 

Quarto trasferimento

pcanemorto0.jpg Facile facile: 4 chilometri su asfalto con qualche tratto più ripido e finale al ristoro da "Pistone"

 

 

 

 

 

 

 

PS 4 "La Speciale"

canemorto_guimp.jpg Da decenni è sfruttata dagli enduristi locali e da qui il nome, è la sagra della velocità, con sponde così alte che è impossibile uscire, quando sei dentro ti senti una biglia da spiaggia, il rischio (?) è di perdersi giocare con le sponde invece di pensare a fare il tempo, alla fine del tufo si entra nel bosco: ambiente nuovo e diverso, tornantini, brevi passaggi in salita; ad un certo punto una pietraia ripida lancia nel tratto finale del rio Cruera, da pedalare velocemente, il finale è mitico: guado del torrente Erro e fine PS.

Un chilometro di stradone e si è in piscina!!






Per maggiori info: http://www.mtbenduro.it/ e www.superenduromtb.com

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