(Testo e foto di Alberto Migliavacca)
Giornata uggiose si susseguno a giornate splendide. Giornate di piatta si susseguono a quelle di burrasca. Quest'ultime, specie da noi, oltre a essere più rare, sono più brevi. Essendo più brevi sono meno intense. Essendo meno intense ci portano onde più piccole.

Onde più piccole che a volte sono frutto di "mare di vento" e non di "mare di fondo" perché generate dal vento e non dalle correnti più profonde. Il mare di fondo è quello che conta. Nell'oceano vince il mare di fondo. Il mare che conta è quello pulito. Il mare italiano è pulito ma i rischi di rovinare tutto sono molto alti. L'Italia è circondata dal mare.

Meno male. Il Mediterraneo ci regala onde divertenti e di qualità. Chissà quanti spot ci sono. Chissà quanti ne dobbiamo ancora visitare. Chissà quanti ne hanno già rovinati con le ruspe e col cemento. Fossimo nati prima! Prendere onde in Italia non è più solo una moda. E' uno sport vero. Forse lo è sempre stato, con pochi eletti. Di gente "esperta" se ne vede. I ragazzi in acqua sono sempre di più. E in estate cresceranno.

Sabato a Levanto c'era pure una ragazza, una fantastica rarità, in questo sistema basato sui soldi del pallone e su bombardamenti mediatici. Stentavi a crederlo. Giornata uggiosa e fredda, i piedi dopo un po' non li sentivi più. Eppure la vedo da lontano.....una ragazza, da sola, che si butta con la sua tavola, sembrava di sognare. Chi l'avrebbe mai detto.

Ci sono albe in cui devi andare a lavorare nonostante sia glassy come poche altre ne ricordi. E il mare è vuoto. Saresti il solo a buttarti dentro. Avessi la tavola e la muta con te non ci penseresti nemmeno un minuto....ma è inutile sognare se sai che è lunedì.
