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Mystic Free Ride
 
Caro Penna ti scrivo...
di Francesca Lorusso

Caro Penna ti scrivo, così mi distraggo un po’…  
…ti scrivo da sotto la nord della Presolana e per la precisione dal tuo rifugio Albani. Adoro questo posto perché solitamente mi mette di buon umore e poi, per me, è un po’ come una seconda casa… ma è inutile che mi dilunghi, lo sapevi…    
Mi ha appena raggiunto l’onnipresente Fuma (ormai soprannominato Kabir! ndr.) con la sua inseparabile Nikon e, visto che ha smesso di nevicare da poco, si parte per la Valzurio; al contrario però: prima si scende e poi si sale.   In breve raggiungiamo il colle che ci separa dalla nostra discesa… nostra per il fatto che non vediamo tracce…  eh, si!
È tutta immacolata! E allora drop in!! Ricordo un canaletto iniziale sulla sinistra che volevo fare, ma con la fortuna che ho, lo noto solo dal basso e “mi tocca” risalirlo…  
…qualcuno lo dovrà fare questo sporco lavoro…   



Ci sono…  metto gli sci dritti e vediamo cosa succede??  



È talmente bello che non ce la faccio a frenare se non a metà discesa, non prima di aver saltato qualche roccetta.  


 
Mi giro per guardare il disegno lasciato sulla neve, ma ho giusto il tempo di scattare una foto alla Tigre della Malesia, in piega alla “Rossi c’è!”, che mi liscia le punte e mi copre di neve.  



Ora che mi spolvero, il famigerato Sandokan è già sparito…  parto dritto di nuovo seguendo l’unica traccia davanti e me, ma non lo vedo…  eppure la sua è l’unica traccia… sento una risata…  le mie gambe non mi reggono più…  inizio a rotolare…  tanto rido che non riesco a rialzarmi… È finito nell’unica buca di tutta la valle, nemmeno Tiger Woods ne sarebbe stato capace!! Dopo questa magnifica discesa da PAR 2 ci troviamo nella zona pianeggiante; il paesaggio piuttosto fiabesco m’incanta, il silenzio ovattato e le vecchie baite fanno sembrare il tempo fermo a parecchi anni fa.  


 

Ma è meglio non perdersi via troppo; dobbiamo ancora farci un paio d’ore di salita, così pello gli sci mentre l’altro si ciaspolizza e si inizia a spingere (..come disse….).  



La prima metà salita è abbastanza dolce e mi lascio ancora rapire dalla natura che mi circonda “buttando” sempre un occhio alla Tigre di Mompracem che, piuttosto in forma, non molla un colpo e mi segue come un treno.  



Appena prima dell’ultimo tratto incrociamo tre rider che a detta loro avevano avuto la nostra stessa idea, ma, peccato per loro, l’hanno avuta dopo!   Un ultimo sforzo (..come disse Marrazzo..) e ci ritroviamo di nuovo al punto di partenza, stanchi, sudati (soprattutto il Fuma!), ma felici per il giro in polvere appena concluso.  
Più tardi raggiungiamo all’Albani un bel gruppo di amici con cui si cena in compagnia e dopo il rituale del caffè, ci infiliamo tutti nel locale invernale che è poi la mia stanza, ribattezzato per l’occasione chill out room, a bere grappini e a farci portare dagli alieni fin su alle stelle…  



Ciao Penna!! Buon viaggio e grazie per tutto ciò che hai saputo regalarci…    
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