Chamonix-Courmayeur, le due facce del tetto d'Europa
di Roberto Parisse
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Quando mi è arrivato l'invito a trascorrere il capodanno a Chamonix, non ho esitato un secondo a caricare la macchina armato di sci e bagagli per partire!
L'accoglienza a Les Bois, nella casa di Abi (nazionale freestyle), ci lascia presagire che l'ultimo dell'anno non ce lo scorderemo molto facilmente… La notte è lunga e i festeggiamenti durano fino al mattino, nei giorni successivi cadranno oltre 80 cm di neve, saranno i resort di le Tour, le Grands Montèts e l'Argentiere a regalarci giornate di freeride da non dimenticare. La condizione è perfetta, sole di giorno e neve polverosa tutte le mattine, la compagnia dei rider è affiatata, tanto da non avere il tempo neanche di tirare fuori la mia canon dallo zaino! Il tempo vola e decidiamo di ripartire proprio quando ci svegliamo con altri 30 cm in Paese, in un attimo passiamo il traforo e ci ritroviamo a Courmayeur.
La realtà è diversa… pochi rider, e poca movida, scambio giusto due chiacchiere con Luca Pandolfi in ovovia a Checrouit , la neve però è tanta, oltre mezzo metro è caduto nella notte, e nevicherà tutto il giorno, ogni discesa è una traccia nuova (non siamo a Chamonix!!). Scendiamo lo Youla, l' Arp Vieille, la val Veny, così decidiamo con Luisa di rimanere ancora qualche giorno, è l'occasione giusta per concederci un po di relax dopo tanto "lavoro", una sauna alla Grange (Entrèves) e una bella cena alla Brasserie in paese.
Nevica ancora, tutta la notte, al mattino c'è il sole, impossibile ripartire, alla Palude le auto parcheggiate sono poche, in un attimo ci vestiamo e siamo a Helbronner 3462m, scendiamo il Toula fin sotto al traforo (per oltre 2000 metri di dislivello!), in compagnia di Stefano Bigio e i suoi amici, così che finalmente riesco a fare qualche foto in azione. Ora, rimane solo il ricordo di un viaggio iniziato nel 2009..….