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Mystic Free Ride
 
Mysticfreeride Safety Camp, tappa di Corvatsch Silvaplana Engadina
di Francesca Lorusso

Le previsioni per le giornate dell’appuntamento in Engadina erano decisamente negative: vento intenso, nevicate da nord e scarsa visibilità a causa delle nuvole a bassa quota.
Mentre in Italia continua l’arido inverno, pochi chilometri a nord del confine di Chiavenna da tempo il sole non splende.
Ma nonostante il forte vento in quota che non ha consentito l’apertura degli impianti, la nuova tappa del Freeride Safety Camp ha riservato a tutti una condizione di neve meravigliosa.
 Un eterogeneo gruppo di circa 20 persone, ricettivo e molto motivato, si è trovato alla partenza dell’impianto del Corvatsch, pronto a una full immersion di pratica e didattica finalizzate alla pratica di un Freeride sicuro e divertente e una effettiva tutela nei confronti del rischio di valanghe.
Alla guida Danny che insieme ai rider di Mysticfreeride ha organizzato al meglio la squadra.
Durante il weekend si sono svolti i demo test di sci K2, Scott, Movement, Black Crows e 4Frnt messia disposizione per i partecipanti, e non solo.
Durante le prime ore del giorno il meteo è stato rispettato alla lettera, ma presto il vento ha spazzato nuvole e neve, rendendo accessibili le prime emozionanti discese fuoripista. C’è molta voglia di imparare ma altrettanta di sciare.



Per molti è la prima giornata di vero Freeride, per alcuni, anche se ottimi sciatori, è la prima esperienza in fuoripista mai fatta. La curiosità e il desiderio di affrontare il Freeride con le dovute conoscenze ha fatto il successo della formula Mysticfreeride Safety Camp.
Mentre il ritmo cresce, è aumentata la curiosità dei partecipanti nei confronti di ogni aspetto, dalla tecnica all’attrezzatura, dalla neve alla gestione di una discesa in gruppo.
 A causa del maltempo pochissima gente solca i versanti del Corvatsch, una neve leggera, impalpabile e perfetta diventa il compagno migliore per questa nuova avventura.
Anche le discese fuoripista più facilmente accessibili dagli impianti sono immacolate. Gli avvicinamenti sono interrotti da un confronto didattico su come scegliere la via più sicura e come analizzare localmente il pericolo.
 


Tutti argomenti sono ripresi più approfonditamente il pomeriggio, dopo l’uscita. Il cielo di domenica è ancora parzialmente coperto e il vento limita l’accesso alla vetta del , portando il gruppo nella zona più bassa.
Mentre la difficoltà delle discese aumenta, il gruppo dimostra una crescita di confidenza verso ciò che è Freeride.
Si affronta con precisione la pratica nell’uso di Artva. Salvare la vita di un amico sommerso da una slavina è una lotta contro il tempo che deve essere allenata, sia per i professionisti esperti, sia per i neofiti del riding libero.
Gli strumenti giusti e la teoria sono la base, ma solo con la pratica si può comprendere quanto è complesso intervenire con velocità ed efficacia.  
Mysticfreeride si prepara ora al suo ultimo Safety Camp per questa stagione, in programma a Salice d’Ulzio il 4/5 Febbraio.
 
  Per informazioni basta consultare il sito www.mysticfreeride.com  oppure scrivere a segreteria@mysticfreeride.com  




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